venerdì 6 febbraio 2026
Aspettando l'asteroide
È ufficiale: sto invecchiando. Mi sto avvicinando a grandi falcate alle 54 primavere e ho la leggerissima sensazione di cominciare a sentirli. Beh no, non è che improvvisamente sono diventata saggia e canuta, a lavorare a maglia con le comari di burraco. In realtà sto programmando un viaggio in Thailandia con Sara, con la prospettiva aulica di lottare contro scimmie e varani, perdermi nei 7Eleven e mangiare scorpioni fritti nei peggiori vicoli di Bangkok, insomma tutta vita piccola Sfiggy! Ma sono cambiata: sono diventata più silenziosa, quando non lavoro trascorro molto tempo da sola, con i miei gatti, a leggere, giocare a scacchi, oppure a giocare con forme e parole. Si, ho fatto le mie cene con quelle scarampane delle mie amiche, ho festeggiato e abbracciato. Però mi sono allontanata dai social quasi in maniera naturale, come se improvvisamente avessi bisogno di tenere per me la quotidianità, condividendo solo le cose speciali: i viaggi ad esempio, perché mi piace sempre raccontare le mie disavventure. E talvolta sì, mi sento serena. Di quella serenità che ho sempre desiderato, di chi non cerca nulla e di nulla ha bisogno. Detta così sembra che tutto stia andando liscio ma in realtà è stato un periodo terribilmente marrone: probabilmente nel 2025 Saturno era entrato nel segno della Merda, altrimenti non si spiega. Negli ultimi sei mesi ho avuto un lutto, una relazione tossica, svariati e diffusi tentativi di stalking, cambiato lavoro, guadagnato una ventina di rughe e ora aspetto solo l'invasione delle cavallette. Però le aspetto serenamente, sdraiata sul divano mentre batto uno svedese in una partita di scacchi. Insomma, è quella serenità di chi aspetta solo il peggio e non ha quasi niente da perdere... vabbè, magari prima vorrei farlo sto viaggio in Thailandia, ecco! E così oggi ho deciso di scrivere, perché in fondo dalla merda ne sono sempre uscita scrivendo le mie sciocchezze, raccontando le avventure di un viaggio o di una qualsiasi banale giornata. Ho sentito il bisogno di scrivere perché con tutta la sfiga che mi è piovuta addosso, in fondo mi sento fortunata e riesco ancora a sorridere, soprattutto di me stessa. Sì, perché la mia fortuna è che anche nella situazione più paradossale, più di m...arrone e sfigata, riesco sempre a trovare un aspetto positivo. Faccio un esempio: prima lavoravo a 7 minuti a piedi da casa, attaccavo alle 9:00, mi alzavo mezz'ora prima (talvolta 15 minuti prima) e vestita come una clochard di Gare de Lyon rotolavo allegramente verso il lavoro. Ora lavoro a 25 km da casa, attacco alle 8:00, mi alzo alle 6:00 e impiego tipo 40 minuti per arrivare a destinazione, immersa nella nebbia e nel traffico della statale del Sempione. Sempre con lo stesso stipendio da pezzente. Dettagli. Dov'è il lato positivo? L'alba. Bella e magica, ogni mattina diversa, ché la vedo e sorrido. E i gatti randagi che vengono in struttura alle 12:30 in punto perché sanno che ho comprato umido e croccantini. Lo vedi che sto invecchiando? Altrimenti non si spiega come io riesca a tollerare tutto questo sbattimento, riuscendo comunque ad apprezzare l'alba e farmi schiavizzare da un gatto puzzone, ché in altri tempi avrei smadonnato anche in lingua urdu. Beh, ad ogni buon conto ora sono così: più silenziosa e pacifica, che sono stanca di schiantarmi contro i mulini a vento. E mi piace questa nuova me, questa pace dei sensi che neanche mi frega più di incontrare una gnocca sdraiabile, boh, probabilmente avrò sviluppato un'allergia alla patata, che vi devo dire? E sto così, sdraiata sul divano ad aspettare che l'asteroide caschi proprio sopra la mia casa, serenamente, con una sigaretta in una mano e uno shottino di Xanax e limone nell'altra. Dettagli. E nel frattempo aspetto di andare in Thailandia: vuoi vedere che magari mangiando vermi arrosto in Khaosan road torno ad essere imbecille come sempre?
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