Quest'anno il World Pride si svolge ad Amsterdam, e che faccio, me ne privo? Quindi si parte col botto: quasi un'ora di ritardo. Ah beh, ho il tempo di girare tutto l'aeroportoooNooooo! Hanno cambiato idea, è puntuale, imbarco immediato, avanti con brio! Succede che parto col tramonto ...e arrivo ad Amsterdam così: In due ore non è cambiato nulla, manco avessi viaggiato su una DeLorean, alle 22,30 qua stanno ancora aspettando la blue hour. Fa niente, come sempre quando sono ad Amsterdam alloggio da HostElle, un ostello per sole donne. Adoro questo posto, mi piacciono le attenzioni dedicate,il fatto che dietro ci sia un pensiero esclusivo per le donne. Si, ok, è frociarolo ma questo è un valore aggiunto per me! Vado a fumare una sigaretta in giardino, trovo una tipa che fumava altro, mi si accolla, non capisco se è portoghese o spagnola, capisco che vuole limonare, ma io ho sonno, vado a letto, dormono tutte, io crollo dopo 10 minuti, in silenzio, sia mai che sveglio tutte e mi buttino giù dal loculo. Mi sveglio che è la vigilia della canal parade, tutta Amsterdam pullula di arcobaleno, cerco di godermi l'atmosfera ma toh, mi tocca lavorare! Zia Mariedda, che alloggia nel mio ostello, mi chiede la strada per Bijlmer ArenA, cioè la stazione più vicina. E dico, guarda, vai là e poi sempre dritta. Sgambetta come una lepre la zietta e la vedo girare per boh, chissà dove. Corro a recuperarla, oh zia, ti ho detto dritta, dove vai? Niente, l'accompagno anche se questa corre come Sha'Carri. Vedi zia? In front of you, guarda com'è grande, vai zia. Eh dice: io vado a Volendam, oh anche io, rispondo. Ma lei scompare. Ciao zia, qualcosa mi dice che la rincontrerò. Faccio l'esperienza della metro olandese: vorrei avere la fiducia nel genere umano e nella salubrità dell'ambiente di questa coppia, che il bimbetto con quei piedini nudi come minimo raccoglie il colera e tutti gli sputi degli ultras dell'Ajax. Dettagli. Comunque alla stazione centrale trovo ancora zia Mariedda, bella zia, allora andiamo a Volendam? eh si, dice, il bus parte dal B. Va bene zia, a dopo... ma no caxxo, parte da A e non B, corro dall'altro lato a cercarla per trascinarla sul lato A: niente, gli hanno rifilato un tour che tocca mezza Olanda e anche Volendam, però zia, non posso lasciarti sola un secondo che ti fai fregare la pensione! Nel frattempo perdo il primo bus, mannaggia alla zia, a me e alla mia voglia di salvare tutti! Di fatto il viaggio è piacevole, dal finestrino vedo case immerse nel niente e case nominative, sia mai che nessuno sappia che lì abita zia Irene. Ma veniamo a Volendam: casette pittoresche, ancora casette, biciclette in ogni dove, manco a dirlo, viuzze con tante casette a punta e formaggio. Poteva essere la felicità di Sara che ha deciso di non venire e ora si sta mangiando i gomiti, non tanto per l'aspetto culturale e ricreativo di questo viaggio ma per questo: ci sono 12 gradi a quest'ora, fino alle 12,00 passeggio bellamente col giubbino addosso. Volendam è sul mare, la foto caratteristica di questo paesino di pescatori sono le case colorate affacciate sull'acqua. Ora, con tutto il bene del mondo, ma la classica foto è fattibile in inverno, quando tutte le barche dei turisti sono altrove, altrimenti è un pullulare di barche, case galleggianti e boat turistici. Ma c'è il mare e la casa col faro, anche questa sarebbe piaciuta a Sara però amen, mi è venuta fame, decido che andrò ad Edam, patria dell'omonimo formaggio subito dopo la mia colazione light. E ci andrò a piedi ché devo allenarmi per il cammino di Santiago. Google mi dice che ci vogliono 40 minuti, cosa vuoi che sia? Lascio le casette a punta e mi si accolla un gatto, ed è subito nostalgia dei miei pelosi! Esiste una strada pedonale e ciclabile tra Volendam ed Edam, percorribile in circa 40/50 minuti, immersa in un'area verde che è una riserva naturale di uccelli acquatici.Uccelli in ogni dove. Una viene ad Amsterdam per la patata e si ritrova circondata da uccelli, vedi te la sfiga, no? La strada è popolata: ci siamo io, zia Peppedda in bicicletta, zia Fatima col carrello della spesa e gli uccelli. Ci sono pure le ninfee poco prima di arrivare a Edam, mi affascinano sempre questi fiori in mezzo all'acqua, e mi rendo conto che ho impiegato un'ora a fare questa camminata bellissima, mi sono fermata tante volte a godere di ciò che mi circondava e a bestemmiare in lingua urdu perché camminare con le Converse è un martirio. Edam è un gioiellino: piccola, gli immancabili canali, la piazza, i ponti levatoi, e il formaggio che è pure buono, diverso da quello che si compra alla Lidl, ecco. Mi avvio verso la stazione degli autobus, lascio Edam con un sorriso, anche perché nel frattempo il cielo si è aperto e questo posto diventa incantevole. Nel viaggio di ritorno mi concentro sul panorama: innumerevoli mucche che presumo siano produttrici di Edam o Gouda, balle di fieno incappucciate di nero... perché di nero? Sono bruttine, no? Sembrano tronchetti di liquirizia sparsi a caso sui prati, no? E bandiere, ovunque bandiere olandesi, nel bel mezzo del caxxo di niente una bandiera, sia mai che dimentico di essere in Olanda. Potrei raccontarvi il mio pomeriggio ad Amsterdam ma lo farò domani, ché è stato un pomeriggio così intenso che potrei scriverne per giorni. Intanto studio il programma per domani... stay tuned!