Bellissime, ma guarda che stranezza: delle scale! C'è anche spazio per Battiato lassù in cima, però bella la vista eh! E poi toh, manco a dirlo, ancora scale! Però c'è anche il campanile di San Gaudenzio di Novara. Certo, per vedere questi tetti tre miliardi di scale, dettagli! Oggi dormiamo a Castellammare del Golfo, la ragazza della reception suggerisce una passeggiata e un ristorante "giù alla marina, 5 minuti". Segnatevi bene queste parole eh, perché verso sera voleranno Madonne. Passeggiatina serale in questa cittadina che è un po' celeste e un po'... scale! Però c'è il mare, quindi andiamo a respirare iodio che ci fa bene alle sinapsi, sia mai che abbiamo bisogno anche di quello oltre che di una cena leggera, com'è nostra consuetudine. E si torna a casa, rotolando come al solito, non prima di aver fatto delle sane scale che percorro arrancando come Messner sulla parete dell'Everest. Speriamo che serva ad avere il cul* marmoreo così domani potrò sfoggiarlo in spiaggia!
mercoledì 15 aprile 2026
Di scale, colori, mare e ancora scale.
Per il mio ultimo giorno a Palermo ho scelto una colazione leggera: granita e brioche. Quel po' di panna era per superare la mattinata, dettagli. Abbiamo del tempo a disposizione, si va verso il Capo dove c'è il mercato, ma guarda che stranezza! Un mercato a Palermo! Le influenze arabe si sentono anche in questi mercati vocianti, nel cibo esposto come in un suk e dopo una vasca ti hanno fatto assaggiare una panella, una mandorla, un pezzo di ricotta al forno, una fetta di salame, mezzo panino con cimino e l'aperitivo è fatto. Gratis. Niente, devo scappare dal mercato, ne va della mia rotondità. Ho segnato una via, fuori dal circuito turistico, fuori da tutto: via Gianferrara. Qua ci sono colori diversi, non c'è folla, non vendono niente, c'è silenzio, a parte qualche bestemmia che sbuca fuori dalle finestre, poi una mamma, un vecchio e un motocarro sgangherato... potrebbe essere l'incipit di una barzelletta! E poi panni stesi, santi, madonne e pure Greta Thunberg! E così arrivo in via delle sedie volanti, e siccome la targa costava troppo e non c'era, lo hanno scritto con l'UniPosca, vedi che inventiva, eh? Solo che le uniche sedie presenti sono sfondate, non mi sembrano volanti. Ma perché via delle sedie volanti? Ecco qua: in questa via c'erano tante botteghe dove costruivano le portantine per i riccastri e a vederle passare sembravano volanti... vabbè però che fantasia ragazzi miei! Sara invece rimane colpita dai tentativi rudimentali di bosco verticale, per non parlare delle zucchine lunghe: roba da far impallidire i migliori porno! E con tutto questo camminare mi è venuta fame, manco a dirlo, sia mai che vada in deperimento. Il papà di Sara, buonuomo, mi ha dato l'indirizzo di un posticino: vecchio club rosanero. Uno aspetta di trovarsi dentro uno studio di cromoterapia e invece ci si ritrova dentro il covo degli ultrà del Palermo. Ed è tutto un pullulare di maglie di calcio, foto di Miccoli manco fosse il figlio legittimo della Santuzza. Il menù ha i prezzi del discount sotto casa, le porzioni pantagrueliche ma soprattutto spaghetti ai ricci buonissimi. Ed è subito ora di ripartire, attraverso questa città di mescolanza che si basa sull'arte dell'arrangiarsi. Abbiamo una macchina da ritirare e ora via! Che il nostro viaggio on the road abbia inizio! Ho trovato un quadrifoglio, sono certa che ci porterà fortuna... vabbè, forse non proprio fortunissima, ecco! La strada per borgo Parrini è costellata di tutto ma quando arrivi metti dentro un frullatore tutti gli artisti dell'arte moderna, un pezzo di Burano tutti i campanili d'Italia e viene fuori borgo Parrini. Ovviamente ci lasciamo convincere su tutto, probabilmente abbiamo la faccia di chi comprerebbe un termosifone nel deserto del Sahara, quindi prendiamo il biglietto per entrare dentro le casette che Giuseppe Gaglio ha riqualificato dopo che questo paesino venne abbandonato. Considerate che un tipo voleva rifilarci anche dei limoni, un limone un euro: questo la dice lunga su quanto abbiamo la faccia da coglion*. E allora sali a vedere queste casine, belle, tutte le stanze belle, ci si perde, e poi ancora scale, belle queste casette non trovi?
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