lunedì 28 settembre 2026

Mercati, filtrini e Notting Hill

Stamattina appena sveglia ho controllato le mosse di Gonzalo: è proprio qua, di fronte a me, presumo stanotte abbia fatto bisbocce il buon Gonzalo. Ora è lì e non si sa da che parte debba andare ma ad ogni buon conto per ora è sereno. Nel dubbio stamane non vado al mare, è sabato e si va al mercato, lontano dalle spiagge visto che l'allerta tempestao non è finita. Aggiornamento cocco: sono ancora tutti lì, appesi come Luigi XVI e Maria Antonietta, quindi per me niente cocco bello e fresco gratis. La strada per il mercato di Santa Maria è piuttosto ruspante: è un quartiere popolare che io trovo bellissimo. Non è pettinato come il corso centrale che porta al mare, qua il mare non c'è, è solo disegnato, le case sono sgangherate, i bar sono porte aperte senza cocktail e poltroncine morbide. La cosa più "turistica" è la via che porta al mercato: più o meno 50 metri con bancarelle di foulard, ventagli, calamite e... bevande in passeggino? Di fatto, attravesare questa via è un calvario perché i turisti qua non vengono, quindi arriviamo noi e hanno cercato di venderci anche la salma di nonna Teresedda. Ovviamente abbiamo ceduto a lei: faccia sorridente che saprebbe vendere anche un calorifero nel deserto di Atacama. Lui ho cercato di dribblarlo ma niente, mi ha chiesto di rollargli una sigaretta se proprio non volevo comprare niente. Arriviamo al mercato sfrante, certo, non è che il mercato sia come quello di Porta Palazzo, lo giri in pochi secondi come un giro di walzer ma a me piace vedere cosa compra e cosa mangia la gente del posto. Tipo questo banco: pensavo fossero tutte spezie invece sono piante medicinali e il tipo cercava di spiegarmi a cosa servivano. E poi banane, enormi quantitativi di banane che le donne portano avanti e indietro sulla testa, oppure sulla carriola. Al ritorno evitiamo di rifare la strada delle bancarelle e scappiamo dalle vie laterali, il ché ci porta delle sorprese: una palestra di quartiere all'aperto ad esempio, che qua mi sembra che vadano per la maggiore: pensa che meraviglia evaporare mentre fai i pesi alle 14:00! C'è anche la Notting Hill africana: certo, le villette non sono come quelle di Londra ma a me son sembrate molto dignitose. E comunque i colori dell'Africa sono più belli. Hey Houston, abbiamo un problema: Marta sta finendo i filtrini per farsi le sigarette, a Santa Maria non ci sono tabacchini, ce n'è uno che apre solo alla domenica, e peraltro nessuno conosce i filtrini, neanche i supermercati che hanno l'angolo delle sigarette. Udite udite: ho scoperto che vendono le sigarette sfuse, 30 centesimi l'una. Ci hanno detto che forse a Espargos, la capitale di dell'isola di Sal, hanno i filtrini. E che ci vuole? Andiamo a Espargos con l'aluguer, dei minibus condivisi che fanno avanti e indietro tra Santa Maria ed Espargos. Non ci sono orari, si parte quando l'aluguer è pieno, quindi puoi aspettare mezz'ora che arrivi la decima persona, così come puoi aspettare 2 minuti e mezzo. Se sono confortevoli? Eeehhh come no!! Ci navighi dentro quel coso! E se superi il metro e settanta tocchi il tettuccio, viaggi piegata e ti sminchi tutta la capigliata. C'è l'aria condizionataahahahahah!! Ma io spero che non accendano sta ventola perché non so cosa potrebbe sputare fuori questo coso! Vabbè, comunque ha piovuto anche ad Espargos, anche qua c'è un mercato e anche qua c'è zia Peppedda con la carriola ma seduta, che non ha sbatti, no stress.  C'è pure la chiesetta bianca candida e un rassicurante miradouro a forma di fungo sulla cima di un avvallamamento dove puoi vedere il panorama desertico che ti circonda. C'è tutto a Espargos, tranne i filtrini. Quelli no, non sanno neanche cosa siano, guardavano i nostri esemplari come fossero dei reperti prelevati da Marte. Però è carino Espargos, dai. Ragazze, ho fame e sonno, possiamo prendere provvedimenti? Trovare un locale aperto è semplice come trovare uno Stradivari al mercatino dell'usato. C'è questo: fantastico, da proprio l'idea del comfort e della modernità. Praticamente si mangia nel corridoio della casa, dettagli. Il tovagliato è di Frette, con sopra la cerata trasparente che usa mio padre per il fieno. Guardano la TV da queste parti... o forse no, meglio così. Ma il cibo è buono, la mia cachupa guisada (saltata) è spettacolare, certo, le uova magari meno cotte ma quelle erano di contorno. Ed è così che si riprende l'aluguer a mani vuote, senza filtrini, ma abbiamo avuto la fortuna sfacciata di viaggiare con l'aluguer rosso: che sciccheria! E non avete idea del panorama vivo e variegato che si gode dai finestrini: qualcosa di sublime! C'è anche una chiesetta: sulla statale, lontana da tutto, comodissima da raggiungere per i fedeli. E la pista ciclabile rossa, in fase di rifinitura: pensa che figata pedalare su queste pista d'estate con 30 gradi, percepiti 3.586. Gonzalo è andato via: ciao Gonzalo, vediamo cosa sei riuscito a fare con questo tuo giochetto. Andiamo al mare e no, non è più come prima: al posto delle strade ci sono dei canali, i ragazzini lo attraversavano con delle tavole improvvisate. I ristoranti sono sommersi di sabbia e detriti. E la spiaggia è sparita, sommersa da erba, detriti e tutto ciò che l'oceano ha restituito e i ragazzi ci frugano dentro per trovare qualcosa di speciale di un mondo che non conoscono. Magari dei filtrini?Lo stabilimento del Moro è scomparso: gli ombrelloni scoperchiati sono sulla battigia, l'altro giorno c'erano 30 metri di sabbia davanti a me. È così triste che penso a quanto tutto sia effimero. Per fortuna ci sono i ragazzi: qualcuno approfitta delle onde per imparare il surf... allora ragazzo mio, secondo me non è un buon momento, vorrei dirtelo! Loro si, loro possono perché sono nati pesci e hanno.le branchie. Poi c'è lui, in petto a Cristo, che costruisce un pupazzo di neve con la sabbia.
Mi sembra del tutto ovvio fare un pupazzo di neve a Capoverde, che i castelli ve li fate voi conformisti del caxxo! Epperò forse questo ragazzone non è completamente orientato nel tempo e nello spazio, ecco. Arriva anche Rosabella che oggi è tutto cuore, và che bella! E infine arrivano loro: due ragazzi evidentemente con il testosterone a dieci triliardi, che danno spettacolo con un pallone e con ciò che è rimasto della spiaggia. Sono belli, sorridono nonostante tutto, si buttano per terra, fanno le capriole. Hanno vent'anni e tutta la vita davanti. Su questa spiaggia così diversa da qualche giorno fa c'è l'arcobaleno, un pupazzo di neve e un ragazzo che se ne frega della tempesta: avrà tutto il tempo per ricostruire. 

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